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10/07/2012

Primo giorno di riposo al Tour de France: i pensieri di Vincenzo Nibali

Lo Squalo: «Sono soddisfatto, ma da qui in avanti bisognerà inventarsi qualcosa»



Sono passati dieci giorni di corsa di corsa al Tour de France e per la prima volta la carovana gialla si gode il meritato riposo. La Liquigas-Cannodale archivia questa prima parte di gara con il sorriso: tre bellissime vittorie di Peter Sagan, condite con la leadership nella classifica a punti, e la consapevolezza che il suo capitano per la classifica generale Vincenzo Nibali è tra i protagonisti assoluti.



«Sono partito con la certezza di aver preparato questo Tour al massimo delle mie possibilità – afferma lo Squalo Nibali – e finora sono riuscito a ottenere risultati e sensazioni in linea con le previsioni. Due soli uomini si sono dimostrati superiori, Wiggins e Froome, mentre con gli altri i distacchi sono ridotti al minimo: le previsioni di una Sky in grande forma erano corrette. Credo però che il bello di questo Tour debba ancora arrivare. Domani, giovedì e venerdì ci sono tre tappe che potrebbero far male, così come la settimana prossima nei Pirenei. Loro sono una corazzata ma nessuno è invincibile. Bisogna crederci, provare a isolare Wiggins e Froome e attaccarli per giocarsela uno contro uno. Sarà importante farlo con la testa e non solo con l’istinto».



«La prima settimana è stata nervosa e, seppur senza salite, abbiamo speso molto per non correre rischi. D’ora in poi ogni forza andrà centellinata. So di avere al mio fianco una squadra forte e motivata, insieme troveremo il modo di inventarsi qualcosa di importante, soprattutto nelle tappe di alta montagna. Ivan Basso sarà un uomo fondamentale per me: sta acquisendo ritmo e sono certo che mi aiuterà a fare la differenza. Poi ci sono avversari che si trovano nella mia stessa situazione e, si fosse l’occasione buona, potrebbe nascere una sorta di alleanza. Oppure ancora quelli che ora sono lontani in classifica ma che potrebbero cercare una fuga da lontano per rientrare nei giochi. Ci sono tante variabili che possono influenzare e cambiare la corsa».



«La mia filosofia finora è stata quella di non crearmi troppe aspettative, di non mettermi un’inutile pressione e vivere il Tour giorno dopo giorno. Cercherò di fare lo stesso anche nelle prossime tappe: la tranquillità e la chiave per non commettere errori. E poi ci sono le dinamiche di corsa che possono cambiare di giorno in giorno. Il mio modo di correre non cambierà. Sono un attaccante, uno che ci prova, e così farò da qui a Parigi per ottenere il miglior risultato possibile e non avere nessun rimpianto».

 

 
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